Missione conclusa: arrivederci Libano!
domenica, giugno 1, 2008 23:00Gli artiglieri del 132° reggimento artiglieria di Maniago rientrano dopo 8 mesi in Italia.
03.30: Aeroporto “Friuli” di Ronchi dei Legionari. L’ultima aliquota di soldati è rientrata in patria; il 132° reggimento artiglieria corazzata “ARIETE” ha concluso con successo l’ultima sua missione all’estero: UNIFIL LEONTE 3 in Libano.
Ad attenderli una nutrita rappresentanza di colleghi e diversi familiari che si sono inevitabilmente “lanciati” verso i propri cari rimasti lontani per oltre 8 mesi.
Nella missione UNIFIL “LEONTE 3” la componente artiglieresca della Brigata corazzata “ARIETE” si è occupata principalmente della protezione del comando della missione ONU che, con i suoi numerosi accessi e la sua vasta area, è una delle zone più sensibili dell’intera Area di Operazione.
Il compito che la compagnia italiana è stata chiamata a svolgere si è manifestato particolarmente gravoso: ad essa non solo è stata affidata la sicurezza del comando UNIFIL, ma ha anche rappresentato la prima unità italiana schierata a Naqoura dall’inizio della missione LEONTE. Infatti fino ad allora erano stati i Francesi che, con un Battaglione, svolgevano i compiti che la compagnia del 132° reggimento ha realizzato fino a ieri.
Il compito che è stato affidato ai militari maniaghesi li ha inevitabilmente esposti agli occhi di tutti i contingenti presenti in Libano e la compagnia è stata per tutti coloro che avevano a che fare con il comando UNIFIL il biglietto da visita dell’Esercito Italiano. Il risultato non era una scommessa, bensì una certezza di successo. Gli artiglieri infatti non erano nuovi a questo tipo di attività visto che la compagnia schierata in Libano era costituita per la gran parte da militari già forti dell’esperienza afgana dove avevano svolto un compito identico presso il comando della missione ISAF, un compito a tutto campo per il quale sono necessarie competenze specialistiche e grandi esperienze.
Non solo sicurezza fisica della base ma anche innumerevoli attività di ricognizione e di pattugliamento svolte giorno e notte, allestimento e schieramento di posti comando mobili, costanti attività di cooperazione civile e militare; il tutto al fianco di altri contingenti alleati e amici. Militari appartenenti agli eserciti di Korea, Francia, Ghana, Nepal, Indonesia, Spagna ed India hanno collaborato con gli uomini e le donne del 132° Artiglieria apprezzandone la professionalità, la cultura, la dirittura morale.
Dalla zona costiera, bagnata dal mediterraneo, alle pianure dominate dalle alture del Golan, dalle rive del Litani ai wadi di Meiss el Jabel, dai sobborghi di Tiro a Gadjar tutte le strade del Libano del Sud sono state percorse dai mezzi in dotazione agli artiglieri maniaghesi tra i quali il “LINCE”, mezzo blindato leggero di nuova generazione concepito con un elevato livello di protezione contro il fuoco di armi leggere, ma soprattutto contro gli Ordigni Esplosivi Improvvisati e le mine ed il “PUMA” che è un veicolo per trasporto truppe ruotato, ideale per l’impiego in operazioni a bassa intensità e per l’esplorazione tattica caratterizzato, molto agile nelle strette ed anguste strade dei villaggi libanesi dove la bandiera dell’Italia è riapparsa in rappresentanza di un popolo amico. Con questi e con altri mezzi ad elevato contenuto tecnologico e all’avanguardia sono stati percorsi negli oltre 200 giorni di missione un totale di 118.000 Km; tutto ciò a sottolineare la dinamicità e la mole di lavoro della Compagnia
Anche l’attività di cooperazione civile e militare ha avuto un peso significativo grazie alle capacità di mediazione e di rispetto dei costumi e delle tradizioni locali che hanno sempre caratterizzato i militari italiani capaci di conquistare la stima, l’ammirazione e la fiducia delle popolazioni locali. Anche qui infatti i rapporti personali ed umani sono stati alla base delle attività degli artiglieri del 132° reggimento che con il loro impegno hanno realizzato, tra i vari progetti, quello di un corso di lingua italiana nell’attiguo villaggio di Naqoura. Il corso, organizzato con il supporto dell’istituto di cultura italiana di Beirut, ha visto la massiccia partecipazione di studenti appartenenti a diverse fasce di età ed a diversi ceti sociali. Il congruo numero di studenti d’italiano ha consentito agli organizzatori del corso di costituire ben 4 classi. 
Le lezioni, svolte presso la scuola di Naqoura, hanno visto impegnati diversi insegnanti della compagnia italiana. Il progetto mirava principalmente ad accrescere gli scambi culturali con la popolazione libanese ed a permettere agli studenti di raggiungere un livello linguistico riconosciuto dalla comunità Europea. Ragazzi e ragazze, genitori e figli, insegnanti e studenti hanno assiduamente frequentato le classi con vivo interesse apprendendo nozioni sia di lingua sia di cultura italiana ripercorrendo quel filo ideale che unisce e lega i popoli del mediterraneo.
Tutto questo è stata la componente artiglieresca della Brigata “ARIETE”. Tutto questo e molto ancora, è stato l’impegno dell’Esercito Italiano e del 132° reggimento artiglieria corazzata “ARIETE” nella “Terra dei Cedri”.
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